Movimento Sociale Fiamma Tricolore - Isola d'Elba


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Comunicati 2010

GLI ELBANI LO SAPPIANO, FINI NON E' PIU' CENTRODESTRA
di Maurizio POLI (segretario sezione Elba Movimento sociale Fiamma Tricolore)
Ho avuto modo di leggere su queste pagine un intervento di Giovanni Muti in cui si parla di "Futuro e Libertà" come "unica realtà di centrodestra". Mi sembra le cose non stiano veramente così. Fini era partito per stare nel centrodestra, questo è vero, per sostenere il bipolarismo, per diventare un componente determinante dell'alleanza di centrodestra, per esserne il leader. Strada facendo però bisogna rendersi conto che si è perso fino a far diventare fantapolitica allo stato puro la possibile ripresa del dialogo con il centrodestra di un Pdl che sembra ormai in liquidazione. Oggi Fini sta al centro, si oppone al bipolarismo, ha cambiato i suoi alleati. Oggi Fini stringe accordi politici con Casini e con Rutelli, quindi si chiama fuori dal centrodestra e si piazza al centro (quasi) puro. Stare in coalizione con Casini (che corre per essere il primo della classe) e con Rutelli (che ha cambiato duemila partiti) potrà forse portare a futuro e libertà i voti di alcuni centristi e di certi sinistroidi moderati o radicali, non certamente quelli dei simpatizzanti della destra. Quegli stessi simpatizzanti che accusano Fini di avere fatto scomparire la destra con i suoi errori, dal tramonto del Msi, all' ingresso del PdL con la cancellazione di Alleanza Nazionale, dalla nascita del FLI alla coalizione del definito "Terzo polo centrista". Credo che i nostri iscritti, e non solo loro, si rendano conto che oggi i seguaci di Fini sembrano personalità politicamente multiple, capaci di indossare qualsiasi cappotto. Essi sono privi di un'identità solida; si va dai postfascisti ai postberlusconiani, dai postradicali ai postdemocristiani, dai neolaicisti ai filoislamici. Fli sembra la faccia dell'incongruenza, come quando i suoi parlamentari si battono contro la riforma dell' Università e nello stesso momento Fini afferma che la Riforma Gelmini "è una delle cose migliori fatte in questa legislatura ". Ed a proposito di incongruenza, strategia particolarmente rischiosa non solo in politica, fior di costituzionalisti hanno chiarito i motivi per i quali il presidente della Camera onorevole Gianfranco Fini, nonché leader di Futuro e Libertà, dopo la sconfitta sulla sfiducia al Governo, dovrebbe spontaneamente lasciare quella poltrona alla quale ormai tutti pensano sia rimasto incollato. In un paese normale (ma l'Italia non lo è) chiunque si dimetterebbe. Questo sarebbe il valore di un vero uomo di destra. Quei valori che Muti richiama nel suo articolo ma che oggi non riscontriamo nella realtà, quei valori che erano presenti nel Msi di Almirante e Niccolai e che oggi cerchiamo di mantenere, rivalutare e mettere in luce noi della Fiamma Tricolore, la vera unica realtà di una destra giovane, moderna e moderata.
martedì 28 dicembre 2010

QUELLA PIAZZOLA SARA' PIU' ALTA DEL FORTE INGLESE di Maurizio POLI
Finalmente qualcosa si muove! Sono mesi e mesi che cerco di denunciare, con ogni possibile argomentazione, l'incongruenza della costruzione dell' aviosuperficie per l'elisoccorso sul tetto dell'ospedale di Portoferraio. Almeno tre fattori determinanti sconsigliavano e sconsigliano tutt' oggi la soluzione di un sito simile. La pericolosità di un mezzo che per almeno 70 volte l'anno (140 tra accosti e decolli) sorvola la testa di centinaia di persone. Il costo decisamente eccessivo dell' opera in un momento di crisi e di risparmi nelle strutture sanitarie della Regione che accorpa reparti ospedalieri e taglia il personale. Il mostruoso impatto ambientale; sopra quella torretta ben visibile oggi andrà sistemata la piattaforma dell'elisuperficie, quindi la costruzione sopra l'ospedale raggiungerà un'altezza che in linea d'aria risulterà addirittura superiore a quella di forte inglese e delle fortezze medicee di Portoferraio. E ciò francamente mi sembra oltretutto una, chiamiamola, irregolarità edile - architettonica che dovrebbe interessare e far intervenire gli Enti preposti alla salvaguardia del territorio, Comune di Portoferraio compreso. Per mesi e mesi i miei interventi, le mie proteste, le mie considerazioni sulla stampa non hanno avuto il benchè minimo riscontro né osservazioni. Oggi non dico con soddisfazione perché non è quella che mi interessa, leggo che "esiste un certo malcontento che accompagna il progetto dell'elisuperficie sul tetto dell'ospedale". C' era bisogno di vedere quella orrenda torre sopra l' edificio prima di esprimere il malcontento? C'era bisogno di aspettare che l' opera fosse praticamente terminata prima di valutarla per quello che rappresentava e contestarla? Anche se qualche maestro televisivo, quando ero ancora giovane, diceva che "non è mai troppo tardi", credo che questa volta i miei concittadini si siano invece svegliati troppo tardi. Il sole è già alto, così come la torre sul tetto dell' ospedale!
Maurizio Poli
Portoferraio

L'ELICOTTERO NON PUO' ATTERRARE SULLE NOSTRE TESTE
di Maurizio POLI (Movimento sociale Fiamma tricolore Elba)
Voglio riaprire il sipario di silenzio che da mesi è calato sulla questione della piazzola dell'elisoccorso prevista sul tetto del nostro Ospedale Civile Elbano; in pratica un eliporto minore destinato all'elisoccorso definito "elisuperficie". La progettazione di una elisuperficie, come ogni altra infrastruttura di volo, deve tenere conto di molti parametri e vincoli che derivano sia dalla specifica località in cui si va ad inserire, sia dal tipo di velivolo che dovrà essere utilizzato. Gli eliporti - aviosuperfici - esistenti situati sui tetti degli ospedali sono generalmente situati nei dintorni delle aree urbane, non nel bel mezzo di una zona densamente popolata. Vero è che la normativa nazionale inerente le elisuperfici non fornisce limiti determinati, né per gli ostacoli , né per i venti, ma impone che gli ostacoli eventualmente presenti lungo le traiettorie di decollo e di approdo devono essere tali da poter essere superati con i margini previsti dall' art.5 del D.M. 10 marzo 1988 (norme generali ). Ecco allora che si pone il problema delle "fasce di rispetto" richiamate dall'art. 137 il quale prevede che "sugli edifici esistenti compresi nelle fasce di rispetto sono ammessi unicamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo senza cambio di destinazione d'uso". Queste fasce circolari devono avere un raggio di circa 300 metri dalla piattaforma; il che significa che nell' area di questo cerchio non potranno essere concesse licenze edilizie per nuove costruzioni o per ampliamenti di quelle già esistenti, con rischio di abbattimento di manufatti condonati. Accettano tutto questo i proprietari di immobili o di terreni ricompresi in questa vasta area? L'art. 701 del "codice della navigazione" per coloro che non lo conoscessero, così riporta: "Le aviosuperfici, ivi comprese le elisuperfici, sono aree, diverse dagli aeroporti, non appartenenti al demanio aeronautico e sono disciplinate dalle norme speciali, ferme restando le competenze dell'Enac in materia di sicurezza, nonché delle Regioni, degli Enti Locali e delle altre autorità secondo le rispettive attribuzioni. I Comuni, nell'esercizio dei poteri di pianificazione urbanistica, tengono in considerazione le finalità aeronautiche proprie delle aree private adibite ad aviosuperfici site nel proprio territorio". Ciò significa, così come previsto dall' art. 707 dello stesso "codice della navigazione", che il Comune di Portoferraio, sotto la cui giurisdizione ricade l' area dell' opera prevista, deve adeguare i propri strumenti urbanistici di pianificazione rispettando tutte le prescrizioni che gli perverranno dall'Enac, ente incaricato di garantire la sicurezza della navigazione aerea e, di conseguenza, individuare le zone da sottoporre a vincoli nelle aree limitrofe all'aviosuperficie. Personalmente non ho mai letto, e quindi non mi risulta, che il Consiglio Comunale di Portorerraio abbia proceduto, con proprie delibere, sia alla scelta dell' area per la localizzazione dell'elisuperficie, sia all'approvazione della variante alle norme di attuazione del Prg relativamente alle aree ricadenti nelle zone circostanti la stessa elisuperficie e con la quale si impongono i vincoli aeronautici. Che sia la stessa storia del nuovo parcheggio dell' Ospedale oggi passata anch'essa nel dimenticatoio? on bisogna poi sottovalutare il fatto che gli eliporti sono strutture particolarmente costose e la loro costruzione deve essere giustificata da una preventiva e seria analisi economica. Per la realizzazione dell'elisuperficie di Portoferraio sono stati stanziati inizialmente 900.000 euro, di cui 350 a carico della Regione Toscana (mi risulta che a Fabriano - Ancona - per realizzare una simile piattaforma sono stati spesi 120.000 euro, qualcuno ci vuole spiegare a cosa è dovuta tutta questa differenza di costo?). Considerate le esigue risorse economiche che la Sanità toscana dice di possedere, questa enorme spesa sembra essere ingiustificata, in special modo anche considerando che a Portoferraio, e sull'Elba tutta, la Asl già stenta ad erogare i servizi essenziali. Voglio terminare questo mio ulteriore (non credo ultimo) intervento richiamando quanto scritto in merito da "Italia Nostra" su "Elba oggi" nel 2002, quando criticava la soluzione all'epoca prospettata dalla Regione Toscana che intendeva realizzare l' elisuperficie nella stessa area del Distretto Sanitario (?) in pieno centro abitato. Italia Nostra scriveva, o meglio denunciava, che " L'operazione appare sempre più pericolosa ed inopportuna; non ci paiono razionali le ragioni di chi sostiene la bontà di un intervento in una zona densamente abitata e quindi a rischio". Dove è finita Italia Nostra che oggi tace ma che ieri affermava con forza: "Si possono e si debbono trovare soluzioni alternative". Possiamo prospettarne una, quella di tenere un elicottero di stanza fisso sull'Elba, così come da anni già esiste sull'isola di Lampedusa. Si risparmierebbe il tempo della chiamata e del trasferimento del velivolo da Grosseto o da altri e più distanti aeroporti. Anche questa immediatezza di intervento, forse meglio e più della piazzola dell'elisuperficie, può essere utile a salvare vite umane. Sai quanti viaggi si farebbero con 900.000 euro risparmiati! Sempre sperando che l'elicottero serva il meno possibile.

L’ELICOTTERO SI GUASTA E LA PIAZZOLA E’ SULL’OSPEDALE
di Maurizio POLI
Quando in passato ho denunciato la pericolosità di far atterrare e decollare l'elicottero di soccorso dalla piattaforma che a breve sarà installata sul tetto del nostro derelitto ospedale, in una zona densamente abitata, non l'ho certamente fatto per puro spirito polemico. L'ho fatto da semplice cittadino portoferraiese preoccupato dalla situazione che si andava creando. Se l' inconveniente verificatosi al "Pegaso", l'elicottero del 118 costretto martedì scorso ad un atterraggio di emergenza a Cecina, fosse stato più grave e fosse avvenuto subito dopo il decollo dalla piattaforma dell' ospedale, vogliamo serenamente immaginare e valutare cosa poteva succedere?
Qualcuno forse dirà: troppi se e troppi ma non fanno storia. Può anche essere vero, ma a volte alcuni se ed alcuni ma si sono tradotti in realtà ed allora ecco venir fuori il classico "l'avevamo detto", ma è troppo tardi. Resto fortemente contrario al sito scelto, con notevole aggravio economico ingiustificato dalla tendenza al risparmio in atto, dalla Asl 6 per l'elisoccorso, per le ragioni già ripetutamente da me espresse sulla stampa. Una cosa devo però dire che mi fa dispiacere: quella di essere una voce isolata, solitaria in mezzo a un deserto senza echi. Spesso all' Elba siamo costretti ad accettare quanto ci viene calato dall'alto, ma credo noi elbani si abbia anche il diritto di far sentire la nostra voce, o vogliono toglierci anche quella?
giovedì 7 ottobre 2010 - 17.37


ECCO TUTTI I BUCHI NEI NUOVI ORARI DI TOREMAR
di Maurizio POLI
Dal 28 settembre si sono quasi dimezzate le corse dei traghetti da e per l'Elba, e, come ogni anno, sono tornati gli "orari strani "delle partenze sia da Portoferraio che da Piombino, con buona pace della continuità territoriale troppo spesso sventolata ma mai realizzata pienamente. Mi spiego meglio.
Nonostante le "solite" promesse regionali (buona ultima quella del vicepresidente del consiglio Fedeli che si dice convinto, beato lui, la Regione debba mantenere un ruolo di controllo e di garanzia sui prezzi - sic! - e sugli orari), Toremar continua ad alternare partenze ravvicinate (da Portoferraio 10.15 / 11.00 - 45' - o 14.05 / 15.00 - 55') a buchi spaventosi (a Portoferraio dalle 17 alle 20.30 - 3 ore e mezzo - ; da Piombino dalle 06.40 alle 9.30 - 2 ore e 50' - o dalle 16.30 alle 19 - 2 ore e 30' o ancora dalle 19 alle 22 - 3 ore di vuoto). La Regione, e la di lei TOREMAR che è sovvenzionata, ha il dovere di garantire la continuità territoriale sia a noi elbani che a coloro che all'Elba vengono a lavorare, ha il sacrosanto dovere di assicurare il migliore servizio pubblico possibile. Sinceramente non mi sembra lo stia facendo, sia come prezzi che come orari. Dal canto suo Moby continua la sua politica di far partire le proprie navi 20 o 30 minuti prima di quelle della Toremar. E a noi semplici cittadini non resta che assistere, direi impotenti, a fasce orarie senza nessuna partenza (da Portoferraio dalle 05.10 alle 7.30 - 2 ore 20' - dalle 17 alle 19 - 2 ore - e da Piombino dalle 6.40 alle 9 - 2 ore 20' - dalle 19 alle 21 - 2 ore - quelle più eclatanti). Bocce poi totalmente ferme a Portoferraio dalle 21.30 (grazie a Blu Navy) alle 05.10 e a Piombino dalle 22.00 alle 5.15 (grazie a Blu Navy). Allora io domando: considerato che gli approdi (i famosi slot per intenderci) destinati a Toremar e Moby, sia a Portoferraio che a Piombino, in bassa stagione sono notevolmente ridotti rispetto al periodo estivo, perchè questi non vengono assegnati alla terza compagnia di navigazione? E Blu Navy è eventualmente interessata a tappare questi buchi negli orari o si accontenta delle tre corse che sta effettuando oggi? Credo che una migliore distribuzione delle partenze dei traghetti possa portare benefici non solo a noi residenti elbani ma anche ai pendolari, insegnanti e operatori sanitari per primi. Ben venga la concorrenza, ma si vigili e si intervenga affinchè sia meglio distribuita.
giovedì 30 settembre 2010 - 13.40

LA CRISI TURISTICA NON DIPENDE DAL CARO TRAGHETTI
di Maurizio POLI (Movimento sociale Fiamma tricolore sezione Elba - Portoferraio)
Giusta quanto condivisibile sotto ogni punto di vista la manifestazione popolare promossa contro il costo eccessivo dei traghetti programmata per mercoledì 29 settembre prossimo. Sacrosanto che gli elbani chiedano garanzie reali sulla continuità territoriale (non solo marittima), più chiarezza sulle varie voci del costo dei biglietti ed una vera libera concorrenza nei trasporti (quella stessa concorrenza che porta a traghettare un auto in Sardegna o in Corsica ad un costo molto minore rispetto all’Elba). Una riduzione dei costi sicuramente andrebbe a comportare una ripresa economica per tutta l'isola. Personalmente credo però che la crisi turistica che sta vivendo l'Elba, come del resto altre realtà similari, non dipenda solo e soltanto dal problema del caro traghetti. Forse non ci siamo ancora veramente resi conto che il sistema di fare turismo in questi ultimi anni è cambiato. Sono cambiate le abitudini dei consumatori che oggi diversificano le loro vacanze scegliendo gli agriturismo, la montagna o le città d' arte a discapito delle località di mare. Non bisogna poi dimenticare che sono aumentate le così dette vacanze mordi e fuggi ed è altresì aumentata, causa la crisi economica in atto, la spasmodica ricerca di vacanze a prezzi scontati, low cost, sia per le sistemazioni alberghiere che per i trasporti. Inoltre, cosa non di poco conto, la crisi economica più sopra richiamata ha portato alla diminuzione del periodo di soggiorno ed alla riduzione delle spese che il turista è disposto a sostenere quando è in vacanza. All’Elba, secondo il mio modesto punto di vista, troppi operatori turistici non rispettano il rapporto qualità/prezzo e fare la spesa costa un buon 20% in più rispetto al continente. Necessario poi che gli albergatori continuino ad investire nelle loro strutture per restare al passo con i tempi; devono migliorare il sistema di accoglienza, dai servizi resi al cliente turista alle stesse strutture. E anche i Comuni devono investire di più sul loro territorio perché un paese attira e accoglie il turista solo mostrando ad esso nel miglior modo possibile le proprie bellezze, sia paesaggistiche che storico culturali (e qui siamo veramente indietro!). Ed è tempo ormai di diversificare il turismo. All’Elba, per fare un semplice esempio, non esiste un centro congressuale degno di definirsi tale ed è quindi impossibile fare quel tipo di turismo che potrebbe coprire gran parte dell'anno. Ripeto, giuste le dimostrazioni, giusto il coinvolgimento di più persone possibili, giusto far sentire, su un continente poco propenso ad ascoltarci, la voce dell'Elba, ma è anche indispensabile da parte di tutti assumere iniziative che affrontino e risolvano le questioni che si trascinano ormai da tempo. Mi riferisco al costo dei servizi (tutti), ma anche ai nodi infrastrutturali, all'eccessivo costo del lavoro che certo non aiuta il turismo ed a quella burocrazia che troppo spesso soffoca in particolar modo le piccole e medie imprese. Il Parco deve fare la sua parte; il suo territorio deve essere vissuto non proibito. In merito poi alla privatizzazione della Toremar, c’è qualcosa che non mi quadra. Oggi si ventila che i 10 milioni di euro che la compagnia regionale vanta nei confronti della casa madre Tirrenia vadano a finire nel calderone dei debiti di quest' ultima e per di più sembra che questo credito non rientri nemmeno tra quelli prioritari. A me sembra di ricordare che nell' accordo sottoscritto nel dicembre 2009 tra il Ministero dei trasporti e la Regione Toscana i 10 milioni di euro in questione dovevano essere garantiti con specifica fideiussione a carico dell’operatore che si sarebbe aggiudicato la gara di privatizzazione di Toremar. Perché allora oggi si teme che quei soldi non entrino più nelle casse della compagnia? Qualcuno mi spieghi, forse mi sfugge qualcosa.

SANITA', REGIONE E ASL CHIEDONO TEMPO. ALTRO TEMPO?
di Maurizio POLI (Movimento sociale Fiamma tricolore)
Quando ho letto quanto dichiarato dall' assessore regionale alla sanità Daniela Scaramuccia nel corso della seduta in forma congiunta dei Consigli comunali elbani, mi sono dato un pizzicotto sul braccio: sogno o son desto mi sono chiesto. Accortomi di non sognare, sono andato a rileggere la notizia virgolettata (nda - quindi parole dell' assessore): "Oggi ci avete prospettato le problematiche della sanità elbana e per noi è importante comprenderle".
Ma come? Solo oggi la Regione, il direttore dell'Asl 6 e il responsabile della zona Elba Scelza sono venuti a conoscenza dei problemi della sanità all'Elba? Come possono chiedere ancora tempo per comprenderle? Cosa c'è da comprendere ancora? Impossibile da credere. Riguardando la stampa di questi anni di sofferenza (non solo fisica), solo per fare alcuni esempi, leggo: allarme del sindacato - sanità sempre più carente (29/05/08); vogliamo un potenziamento reale di personale e reparti (Peria 7/08/08); evidentemente bisogna far meglio (ex-assessore Rossi 7/08/08); indecente la sanità locale elbana (Lega 30/09/09); mancano infermieri - emergenza pronto soccorso (Amadio 20/11/09); nuovo allarme sanità - manca personale all'ospedale (Cisl 01/02/10); ora serve una nuova sanità per l’Elba (Pd 24/02/10); gli elbani non godono del diritto alla salute (Idv 9/03/10); scontro tra Segnini e i vertici Asl (26/04/10); l’Azienda sanitaria ignora le nostre richieste (Conferenza dei sindaci 26/04/10); non ci sono rinforzi per la stagione - situazione drammatica (Cisl 5/05/10); nasce il comitato elba sanità (5/05/10); l'otorino è in ferie, prenda il traghetto! (12/08/10). Come si può notare, i problemi, riassunti nel documento predisposto dalla conferenza dei sindaci e consegnato alla rappresentante regionale, non vengono "prospettati" solo oggi, ma, evidentemente, le varie denuncie formulate da ogni parte, poco interessavano (o interessano?) alla Regione ed alla derivata Asl. Scaramuccia sembra imitare l'altro assessore Ceccobao (nda - faccenda Toremar) e non risponde; sembra un colloquio tra sordomuti, con tutto il rispetto per questi ultimi. Chiedo poi all'assessore Scaramuccia di mettersi d'accordo con la direttrice Calamai: i soldi ci sono o non ci sono? La direttrice informa che "le risorse a disposizione non mancano" (stampa del 21/09/10), mentre il giorno dopo l'assessore afferma che "le risorse sono sempre meno". Ci spieghino meglio o vogliamo continuare a prenderci in giro? Forse i nostri politici non hanno ancora capito che gli elbani sono ormai stanchi dei discorsi, ne hanno le tasche già abbondantemente piene, ma pretendono giustamente i fatti, il loro diritto alla salute, bene primario di ogni essere umano.
mercoledì 22 settembre 2010 - 19.18

TOZZI HA PERSO UN'ALTRA OCCASIONE PER STAR ZITTO
di Maurizio POLI (segretario elbano Ms Fiamma Tricolore)
Credo che ancora una volta il presidente del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano abbia perso l'occasione per non intervenire.
Tozzi ha cercato di dimostrare che il suo atteggiamento ostile tenuto nei confronti del Bossini e della sua straordinaria impresa sportiva e benefica, era soltanto una questione di regole: "Il Pnat non può certo permettere che si infrangano le regole...che si applicano alle aree protette "e ancora" le regole si rispettano, non si infrangono". Tutta questa enfasi solo per avere il Bossini chiesto di finire la sua giornata notatoria sulla spiaggia di Montecristo! A giustificazione del diniego all'approdo il presidente porta poi "due ragioni ben precise", dice lui, che a me invece sembrano piuttosto, come dire, "leggerine ". La prima è "che finora non erano mai state concesse autorizzazioni simili". Qui divento curioso e chiedo: ma quante richieste ha avuto il Parco in questi anni da sportivi del nuoto che volevano compiere un'impresa come quella compiuta dal Bossini e volevano sbarcare sulla spiaggia di Montecristo? La seconda ragione che adduce è "che non è interesse del Parco (che dall'impresa non trae alcun vantaggio) creare un precedente pericoloso ". A parte che definire questa situazione come un precedente pericoloso mi sembra piuttosto esagerato, devo dedurre che il presidente non crede che un'impresa sportiva del genere, compiuta tra le isole e nel mare del "suo" Arcipelago, possa portare dei vantaggi. Io credo invece che una simile impresa poteva recare un vantaggio almeno di immagine al Parco. Il presidente, che tra le righe sembra chiedere un riconoscimento per avere "autorizzato Bossini in particolare per l' accesso a Pianosa" (sic!), chiude il suo intervento "chiarificatore" con alcune affermazioni che, personalmente, ritengo, come definirle, per lo meno infelici e che magari non meriterebbero alcun commento. Ma, per chi non avesse avuto modo di leggerle, mi piace qui richiamarle:
- "continuo a non amare le sfide dell'uomo e i guiness dei primati che hanno portato una serie di danni all'ambiente che la metà sarebbe bastata" (ci può elencare il presidente almeno alcuni di questi danni recati all'ambiente da sportivi? Forse sarebbe più opportuno guardare i danni creati nel restauro della villa di Agrippa a Pianosa su cui egli fino ad oggi ha abilmente glissato);
- "L'unica sfida che non si riesce a vincere è quella di essere uomini in armonia con un mondo naturale che fa volentieri a meno di tutto questo strapotere ai muscoli e macchine" (ma che film ha visto il presidente?);
- " in quanto ai messaggi che si vogliono mandare con certi gesti, ritengo che ci sono decine di modi meno invasivi per trasmettere rispetto verso ciò che ci circonda, a partire da quello delle regole" (ma è stata così invasiva e contro le regole quest'impresa? Allora c'è da meravigliarsi che Bossini sia ancora in stato di libertà!). Se è, come lo è, giusto il rispetto delle regole, è altrettanto giusto vi sia, a volte e se necessaria, una certa elasticità nella loro applicazione, così come è altrettanto giusto il rispetto delle persone che, per niente, si rendono disponibili ad iniziative ed imprese soprattutto volte ad aiutare altri esseri umani meno fortunati del presidente.

venerdì 10 settembre 2010 - 23.37

PERCHE' NEANCHE ALLE EOLIE VOGLIONO IL NOSTRO PARCO
di Maurizio POLI (segreteria Elba Movimento sociale Fiamma tricolore)
Leggo che alle isole Eolie usano la negatività del nostro Parco dell' Arcipelago per giustificare il rifiuto all'istituzione di una riserva naturale sui loro territori. Non c' è di che meravigliarsi nel sapere che anche nell'estremo sud della nostra bella penisola dipingono il PNAT come un "eterno incompiuto che annaspa" e dove "vincoli e limitazioni non si sono trasformati in altrettanti benefici e ricadute economiche " di cui qualche benpensante all' epoca si riempiva la bocca contro chi, molto meno illuso e più realista come noi, ne contestava l'istituzione con ogni mezzo, ma purtroppo inutilmente. Le isole siciliane non vogliono fare la fine che hanno fatto le consorelle dell'Arcipelago Toscano. Ne hanno di ragioni! Il PNAT, e chiunque ne sia stato al comando, non hanno mai veramente compreso che i troppi vincoli posti, le troppe limitazioni, finiscono con l'ingessare il territorio e bloccare quelle attività che le comunità locali hanno sempre svolto. E' per questo che il cittadino si sente escluso dal territorio in cui vive e non capisce, tantomeno non accetta, una situazione del genere. Il cittadino, educato a tutelare e rispettare la natura che lo circonda, si sente tagliato fuori da quel sistema di cui invece dovrebbe essere tra gli elementi principali. La tutela dell' ambiente, di cui nessuno ne discute l' importanza, non può non coniugarsi con uno sviluppo del territorio ed il miglioramento della qualità della vita. Se non si capisce che un parco deve essere vissuto, che c' è bisogno che gli abitanti di esso lo sentano come un valore aggiunto e non come una limitazione ai loro diritti, se non si capisce che un parco deve valorizzare il proprio territorio e non ingessarlo, allora è meglio cambiare mestiere. Ed a proposito di PNAT, oserei definire paradossale o peggio la presa di posizione assunta nei confronti di Alessandro Bossini che, con il suo staff, ha compiuto un'impresa degna di ogni rispetto. Credo che la minaccia "anticlandestini" avanzata per il suo approdo sull'isola di Montecristo (ndr - chissà se quando è sbarcato a Pianosa era compreso nei 250 permessi giornalieri?...) e le affermazioni del Presidente "poco contento dell'evento "abbiano ancora di più allontanato il PNAT dall' Arcipelago. Se mai ce ne fosse stato bisogno, il Parco ha dimostrato ancora una volta quell' ottusità burocratica che ne ha bloccato fino ad oggi. Aggiungi un appuntamento per oggi lo sviluppo e, con esso, le conseguenti ricadute economiche. Se vogliamo toccare il fondo, e qui chiamo in causa anche i nostri silenti nel merito amministratori locali, andiamo avanti così.

L'ISOLA ORMAI CADE A PEZZI, MA A TANTI VA BENE COSI'
di Maurizio POLI (segretario della Fiamma tricolore isola d'Elba)
Leggo oggi che il corrispondente toscano del "Corriere della sera", Marco Gasperetti, ha scoperto e denunciato che "Pianosa sta morendo perchè inabitata e perchè i suoi tesori architettonici, dalle stupende catacombe romane ai suoi ottocenteschi edifici di rara bellezza, stanno cadendo a pezzi" sotto l'incuria di una politica cieca ed inconcludente. Se il corrispondente del noto quotidiano nazionale avesse letto Tenews questa situazione disastrosa l'avrebbe scoperta molto tempo prima. Infatti già nel febbraio 2009 il Movimento Sociale Fiamma Tricolore aveva fortemente denunciato il gravissimo stato di abbandono in cui versavano i tesori dell' isola del diavolo. A nome del partito che rappresentavo, e rappresento, scrivevo che "intanto che si parlava (in questi anni dopo la chiusura del carcere) e non si decideva, Pianosa andava in frantumi; le belle cotruzioni merlate cadevano (e cadono tutt'oggi) a pezzi e le istituzioni stavano (e stanno tutt'oggi) a guardare. Scrivevo inoltre che dovevamo "decidere una volta per tutte un vero sviluppo turistico prevedendo sul suo territorio attività ad esso legate "anche alla luce di quanto affermato dall'allora Assessore provinciale al turismo Bonsignori: "Pianosa ora è una grande opportunità per il turismo " (perchè prima non lo era?). Fiamma Tricolore tornò sull'argomento nel settembre dello scorso anno riprendendo le parole di un ragazzo di 16 anni che era stato in gita sull' isola e che aveva commentato: "Pianosa? Un' isola così bellissima è abbandonata all' incuria e al degrado" e criticando il presidente del Parco dell' Arcipelago che, affermando "bisogna consarvare quel poco che è rimasto di Pianosa", si scagliava contro il vicedirettore de "La Nazione", secondo lui "reo" di avere scritto che "queste isole superprotette sono inevitabilmente destinate al declino se non si mettono in pratica validi programmi di recupero e non si dà l' opportunità ai cittadini di godere e fruire di simili paesaggi". Nel mio intervento ebbi all'epoca a paragonare il nostro Parco con quello delle isole Tremiti, dove invece l' afflusso turistico era notevole e incessante e l'ambiente ugualmente era rispettato e ben tenuto. Ma come sempre era successo negli anni passati dal 1998 in poi, su Pianosa calò nuovamente il sipario. Se ne parlava solo perchè qualche barca si era incautamente, e forse inconsciamente, ancorata nelle vicinanze delle sue coste, ma niente idee, niente programmi né di sviluppo né di recupero. Oggi leggo con piacere che l'amico Beppe Foresi annuncia un nuovo progetto teso al miglioramento dei siti archeologici, al recupero dei beni immobili ed allo sviluppo di un turismo sostenibile ma non più strettamente contingentato, anche se il Parco fa già sapere, a bocca del suo direttore, che "il privato che eventualmente può arrivare a Pianosa deve essere legato agli interessi collettivi, ambientali e storici". Spero non si tratti del solito proclama, anche perchè quanto affermato dall'amico Beppe sembra confermato dal sindaco di Campo nell'Elba che ha in mente per Pianosa "progetti assolutamente ecocompatibili capaci di salvare questo incredibile patrimonio ecologico, artistico, archeologico e culturale". Di incredibile c'è solo il fatto che quei pochi progetti, spesso di poco spessore, messi sulla carta in questi anni non siano mai stati realizzati. Mi viene in mente una vecchia espressione del "ciociaro" Manfredi: "Fusse che fusse la vorta bbona?".
mercoledì 1 settembre 2010 - 11.56

ORA N. PREFERIREBBE SANT'ELENA: C'E' L'AEROPORTO di Maurizio POLI
Recentemente sulla stampa nazionale ho avuto modo di leggere due notizie che, direttamente o indirettamente, potrebbero interessare la nostra isola ed i suoi amministratori di ogni livello istituzionale.
La prima è che a Sant' Elena, l'isoletta di 4000 abitanti sperduta nel mezzo dell'oceano Atlantico, sarà costruito un aeroporto per i collegamenti con la Gran Bretagna, sotto la cui giurisdizione rientra l'isola. Tutto ciò perchè Sant' Elena ospita la casa nella quale Napoleone Bonaparte (conosciuto sembra anche da queste parti) ha trascorso gli ultimi anni della sua vita in esilio fino alla morte. Secondo l'intendimento del Governo brittannico, l'aeroporto incrementerà il numero degli attuali turisti da 950 visitatori l'anno a circa 29.000. Il che, in un momento di crisi come l'attuale, non mi sembra poco. Noi all'Elba, dove ritengo non si sappia sfruttare a dovere l'attrattiva turistica che può avere un nome come quello dell'imperatore corso conosciuto in tutto il mondo, invece l'aeroporto lo vogliamo addirittura chiudere! L'altra notizia che ho letto è quella relativa alla posidonia che potrebbe presto diventare una risorsa agricola. Sappiamo tutti che i residui spiaggiati di posidonia, oltre a creare non pochi probemi alla balneazione, decomponendosi al sole, generano cattivi odori. Ed è un rompicapo anche lo smaltimento! A risolvere l'annoso problema, che interessa anche la nostra isola, ci prova il Comune di Mola (Bari) che ha presentato un progetto, cofinanziato al 50% dall' Unione Europea, che prevede la trasformazione dei residui di posidonia in compost, compost che poi potrà essere rivenduto per realizzare nuove entrate ed abbassare i costi dello smaltimento. Entro un anno dovrebbe essere pronto il prototipo di macchinario per la raccolta, il lavaggio, la separazione dalla sabbia e la disidratazione dei residui di posidonia sulle spiagge. Perchè i nostri amministratori, Parco compreso, invece di lamentarsi continuamente, non prendono mai simili importanti iniziative sfruttando magari le notevoli risorse economiche europee che vengono messe a disposizione?
giovedì 5 agosto 2010 - 14.12


AL PNAT 1,6 MILIONI? ECCO QUANTO PRENDONO GLI ALTRI
POLI: "EVIDENTEMENTE AL MINISTRO NOI NON SIAMO MOLTO SIMPATICI"
Ho letto ieri sul vostro notiziario che il Ministero dell'Ambiente ha stanziato per il nostro Parco dell'Arcipelago una somma di poco superiore a un milione e seicentomila euro. Evidentemente il ministro Prestigiacomo, area PDL come tutti sappiamo, o non conosce il PNAT o non ha nelle proprie simpatie (ma non è la sola) il suo presidente.
Questi dubbi sorgono quando sulla stampa specializzata economica si ha modo di leggere che il Ministero dell' Ambiente, per finanziare i 23 parchi nazionali, ha stanziato la somma complessiva di 48 milioni e 424 mila euro previlegiando nella suddivisione i parchi diretti da " politici riesumati " vicini al centrodestra.
Infatti, a fronte di 1,6 milioni stanziati per il PNAT, troviamo somme ben più elevate destinate ad altri pachi nazionali che, personalmente, ritengo meno importanti del nostro.
Facciamo alcuni esempi per portarli a conoscenza di chi ancora crede nel PNAT:
- il PN dello Stelvio avrà a disposizione la bella somma di 5 milioni e 464 mila euro (presidente Ferruccio Tomasi già iscritto a Forza Italia e amico del Ministro degli esteri Frattini);
- 3 milioni e 806 mila euro sono stati destinati al PN del Cilento e Vallo di Diano ( sic ! ) (qui il presidente è l' avvocato Amilcare Troiano, area ex-AN, con un'esperienza nella segreteria di Antonio Parlato sottosegretario al bilancio nel primo governo Berlusconi);
- al PN del Gran Sasso e dei monti della Laga andranno 3 milioni e 785 mila euro (presidente dell'Ente il giornalista Arturo Diaconale che nel 1996 tentò, senza successo, di entrare in Senato con il Polo delle Libertà di prima memoria berlusconiana);
- il PN del Gargano (poco dissimile dal nostro comprendendo le isole Tremiti) avrà a sua disposizione 2 milioni e 524 mila euro ( il presidente è Stefano Pecorella già candidato quest' anno a sindaco di Manfredonia per il PDL ma sconfitto dall' esponente del centrosinistra);
- il presidente del PN dell'Alta Murgia (evidentemente secondo il Ministero di maggiore risonanza rispetto al PNAT), Girolamo Pugliese, segretario regionale di quel che resta del PRI, potrà spendere poco più del nostro presidente, più precisamente un milione e 949 mila euro;
- al nostro pari, in fatto di necesasità di finanziamenti, il Ministro Prestigiacomo ha posto il PN della Maiella che riceverà un milione e 663 mila euro (presidente Gianfranco Giuliante che riveste anche la carica di capogruppo del Pdl alla Regione Abruzzo).
Ma, come spesso succede, ci sono anche le eccezioni. E così qualche soldino è andato anche a parchi nazionali con la direzione affidata ad uomini di centrosinistra (come il nostro ):
- al PN del Pollino ( per chi non lo sapesse, e penso siano in diversi, è situato al confine tra la Calabria e la Basilicata ) è stato assegnato uno stanziamento di ben 4 milioni e 769 mila euro (qui il presidente è Domenico Pappaterra, già deputato della Rosa nel Pugno ed oggi dirigente del Pd calabrese);
- all' ex sindaco di Riomaggiore, Franco Bonanini, candidato non eletto alle ultime europee nelle file del PD e tra i fondatori di SYMBOLA (ente diretto dall' ambientalista Ermete Realacci) , il ministero ha affidato 2 milioni e 175 mila euro per la gestione del PN delle 5 Terre, nel territorio spezzino ( a tal proposito faccio presente che per fare una passeggiata in via dell'amore, sentiero costiero che unisce Riomaggiore con Manarola, si paga un ticket di ingresso di 12 euro)Mi pongo una domanda (con ogni probabilità senza risposta): chissà a quanto sarebbe ammontato lo stanziamento per la gestione del PNAT se alla sua presidenza vi fosse qualche "trombato del Pdl (come definisce i vari presidenti "ITALIA OGGI " del 30 luglio scorso da cui sono stati desunti i dati sopra riportati ) o un amico di qualche ambientalista di peso? Chissà?

Maurizio Poli

SE TOZZI SBAGLIA I SUOI CONTI SU BILANCIO E STIPENDI
di Maurizio POLI (Movimento sociale Fiamma Tricolore)
Il presidente del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano denuncia che se l'ente da lui diretto dovesse ricevere dal prossimo anno solo un milione di euro di stanziamenti avrebbe "a stento i soldi per pagare gli stipendi". Considerato che il Parco ha 23 dipendenti, da un semplice calcolo matematico pare che ognuno di essi abbia un costo annuo medio di oltre 43mila euro, che mi pare un pò eccessivo se confrontato con quello di un dipendente privato di medio-alto livello che mediamente in un'azienda incide per circa 30mila euro. Evidentemente, oltre al governo che taglia, anche il semplice cittadino, e lo è il sottoscritto, come dice il presidente, "non ha la consapevolezza dei costi di gestione del patrimonio ambientale". Credo che per rendere edotti gli elbani sui costi di mantenimento dell'ente, e magari condividerne le preoccupazioni, Tenews dovrebbe richiedere al Parco l'ultimo bilancio consuntivo d'esercizio al fine di una sua successiva pubblicazione su queste pagine. Le cose chiare si capiscono meglio e si ha anche modo di valutarle con cognizione di causa e, se del caso, criticarle o apprezzarle.

lettere: "PERCHE' QUELL'UNICO PARCHEGGIO BIANCO?"
POLI: "A CHE SERVE UN SOLO POSTO LIBERO IN TUTTA VIA MANGANARO?"
lunedì 19 luglio 2010

A giugno l'Amministrazione comunale di Portoferraio annunciava in pompa magna l'istituzione dal primo luglio di un nuovo servizio, quello della lotta senza quartiere al degrado cittadino da svolgere mediante l'opera di "vigili di prossimità ". Tra i compiti loro assegnati c'era quello di combattere i parcheggi selvaggi in via Manganaro e via Carducci.
Forse dovremmo scrivere alla RAI per segnalarli al programma "Chi l'ha visto". In via Carducci e via Manganaro (realtà che vivo quotidianamente più di altre), nei primi 18 giorni di questo torrido luglio si continuano a vedere auto tranquillamente parcheggiate sui passaggi pedonali, appena fuori delle famigerate "strisce blu " in barba agli "ausiliari", in prossimità di incroci pericolosi, sui marciapiedi, sotto i cartelli di divieto, negli spazi gialli riservati al carico e scarico merci.
Dov'è il servizio promesso e che i cittadini si attendevano per avere una città meno caotica e più a misura d'uomo? A proposito di parcheggi mi vengono alla mente due cose. La prima è che mi sembra l'Amministrazione nel 2008 avesse promesso di rendere bianche le righe attualmente blu (e vuote) del parcheggio di via Puccini, traversa via Mascagni, piazza Pietri. La seconda è che aspetto ancora dal sindaco, a cui ebbi a segnalare la cosa anni fa, la giustificazione della presenza di quell'unico posto auto con righe bianche presente in tutta via Manganaro (in via Carducci non ce ne sono), dove abitualmente sostano a turno un furgone rosso o una jeep. Si può avere una risposta dopo oltre due anni dalla richiesta? Anche per chiarezza verso il cittadino che da tanto tempo si è posto la mia stessa domanda.


Maurizio Poli
UNA RICHIESTA GIUSTA, ORA BASTA PRESE IN GIRO
di Maurizio POLI (Movimento sociale Fiamma tricolore - Portoferraio)
Mi viene da dire: scusate se insisto! Ma credete sia proprio necessario chiedere alla Regione Toscana, che ha già dimostrato tutto il suo disinteresse per l'Elba, la riduzione del prezzo dei biglietti dei traghetti?
Premesso che non è certo dal 2010 che sono iniziate le critiche sul "caro biglietti", la Regione Toscana quando ha deciso l'aumento del costo si era alzata solo da poche ore da un "tavolo di concertazione" (sic!) dove si era discusso ampiamente della crisi del turismo sull'Elba e dove Regione e Provincia si erano riempite la bocca di (false) promesse. O a quel tavolo non ha capito nulla nessuno dei partecipanti o era un colloquio tra sordi.
Perchè la Regione ha tagliato i costi delle corse su Capraia e ha invece aumentato quelli della tratta sull'Elba? Come spende la Regione i 18 milioni di contributi (soldi nostri) che affluiscono nelle casse Toremar?
Come fa a dire l'assessore regionale Cecco-bao che "la Regione è vicina alle esigenze degli albergatori e a quelle dell'isola"? Troppe domande vero? Ma la risposta l'ho già fornita nell'articolo che mi è stato qui pubblicato il 2 luglio scorso. Possiamo richiedere la riduzione del costo dei biglietti (è cosa buona e giusta direbbe qualcuno), ma dobbiamo anche pretendere da Regione e Provincia più rispetto e chiedere con forza ed una volta per tutte che la smettano di prenderci per i fondelli. Un nuovo consulto in Regione possiamo anche richiederlo, ma questa volta consiglierei di farlo per mandarli tutti a casa!
martedì 13 luglio 2010 - 01.49

02.07.2010 AIUTI? REGIONE E PROVINCIA CI PRENDONO IN GIRO
di Maurizio POLI (segretario del Movimento sociale Fiamma Tricolore isola d'Elba)
Ci vogliamo rendere conto una volta per tutte che l'Elba viene presa per i fondelli da Provincia e Regione? C'è qualche elbano che crede ancora a Babbo Natale ed alla buona fede delle nostre istituzioni?
Sorvolando su iniziative, per noi negative, in un passato più o meno recente, per dimostrare ciò credo siano sufficienti cinque recenti semplici esempi. Vogliamo esaminarli anche senza approfondirli per non tediare chi ci legge?

1) La Regione Toscana, in un momento di crisi del turismo all'Elba, debitamente denunciata e dimostrata, non trova di meglio che aumentare i prezzi dei biglietti dei " suoi " traghetti. E questo nonostante tutte le promesse sugli sconti tariffari e sulla continuità territoriale per "facilitare l'accesso turistico sull'isola" più volte sbandierate;
2) La Provincia di Livorno, che continua a proporre inutili tavoli di concertazione per la soluzione della crisi del turismo all'Elba, e che non si preoccupa nemmeno di sistemare una rete viaria da terzo mondo, fa addirittura mancare i finanziamenti promessi per i collegamenti aerei tra l'isola e il continente alla faccia della continuità territoriale;
3) L'Azienda Sanitaria livornese investe milioni di euro per fare un nuovo ospedale a Livorno (dopo averni spesi altrettanti per sistemare quello vecchio) ma qui all'Elba taglia personale, posti letto e servizi ai malati;
4) L'Autorità Portuale di Piombino (non aggiungo " e dell'Elba "perchè nei cartelli indicatori sui porti non ho ancora avuto la soddisfazione di leggerla) che ogni anno, regolarmente quanto immancabilmente, crea problemi per l'accesso all'imbarco delle auto dei turisti (e non solo di loro) dirette all'Elba con buona soddisfazione della vicina costa etrusca che, a differenza dell'Elba, ha visto incrementare le presenze di villeggianti negli ultimi anni e che, per di più, non si preoccupa nemmeno di regolare il traffico sui nostri porti con il loro personale;
5) Dobbiamo ingoiare il fatto che il Presidente di un Parco imposto dall'alto sulle nostre teste (mi riferisco sia al Parco che al presidente) si permetta il lusso di farci pubblicità negativa e offenda l'isola e chi in essa vi abita, oltre a descriverla come cementificata quando tutti sappiamo (e vediamo) che non è assolutamente così.

Mi viene da sorridere amaro, ed a temere purtroppo il peggio, quando sono costretto a leggere che l'assessore regionale Cecco-bao si "impegnerà a garantire i servizi di continuità territoriale" e a "lavorare per gestire al meglio la situazione attuale di crisi" (aumentando il costo dei traghetti?). Così come quando il Presidente della Provincia Kutu - fà (ma non fa...) annuncia " concreti progetti di rilancio per il turismo elbano" o di " prevedere sconti straordinari sulle tariffe" (negando i finanziamenti promessi?).
Tutto viene detto e tutto viene sistematicamente smentito nel giro di poche ore. Questo non è prendere in giro l'Elba?


01.07.2010 NO, E' COME CON TERNA: POSSONO CAMBIARE IDEA
di Maurizio POLI (segretario del Movimento sociale Fiamma Tricolore)
In merito all'ultimo intervento della Giunta di Portoferraio sul tema della demolizione del complesso denominato "la Gattaia", volevo fare un piccolo appunto sulla affermazione che "il progetto di restauro presentato dalla Provincia ha tutte le autorizzazioni necessarie, compresa quella della Soprintendenza".
Volevo solo far notare ai nostri amministratori che anche Terna aveva tutte le autorizzazioni necessarie ad installare i famigerati (a posteriori) tralicci, comprese quelle ministeriali, ma gli elbani hanno fatto in modo che non venissero usate!Dimostrando con ciò che si può benissimo tornare indietro quando ci si rende conto degli errori commessi, e ciò dimostra altresì buon senso e intelligenza non solo politica.
In merito poi al "partito del no" che, secondo la giunta, si schiera regolarmente contro ogni cambiamento, suggerirei di guardare in casa propria a tutti i livelli, nazionale, regionale, provinciale e locale.
Guardando in quel contenitore, di no ai cambiamenti e a quant'altro se ne possono trovare a iosa.


PARCHEGGIO SELVAGGIO PIAGA DEL CENTRO STORICO
di Maurizio POLI (segretario del Movimento sociale Fiamma tricolore Portoferraio)
Leggo con piacere che dal prossimo primo luglio entreranno in azione i "vigili di prossimità" per combattere il degrado ambientale che da anni ormai fa di Portoferraio uno dei paesi elbani meno curati e, di conseguenza, turisticamente meno attraenti. Oltre a quanto riportato sulla stampa, sarebbe interessante, quanto importante, che il nuovo servizio posasse la propria attenzione anche sui veicoli selvaggiamente parcheggiati su strisce pedonali (esempio via Carducci vicinanze filiale Monte Paschi dove ostruiscono il passaggio dei pedoni o all'uscita da piazza Pietri dove tolgono visuale a che si immette su via Carducci con rischio incidente), o "genialmente" parcheggiati a fianco dei parcheggi blu a pagamento, ma fuori di essi, in modo tale che gli "ausiliari del traffico" non possano rilevare l'infrazione e multarli, oppure ancora sulle moto parcheggiate nei posti auto (e viceversa). Per non parlare del centro storico dove i posti riservati ai residenti sono sistematicamente occupati da chi non ne avrebbe diritto. Addirittura in via della Fonderia, solo per fare un esempio, sprovvista di telecamere, le auto entrano da piazza Cavour in senso contrario per parcheggiarvi. Però mi domando anche il perchè questo "servizio d'ordine" non sia stato effettuato prima e non possa essere svolto per tutto l'anno. La qual cosa mi fa sorgere il sospetto, spero sbagliato, che, svolto solo nei mesi più caldi dell'anno, sia un sistema dell'Amministrazione per fare cassa a discapito sopratutto del malcapitato turista. Se così davvero fosse, sommato ad una città caotica e sporca e a musei fatiscenti, non chiediamoci poi il perchè il turista "trascura" Portoferraio a vantaggio di altri paesi elbani sicuramente più accoglienti ed ameni del nostro.

SE IL PARCO E' UN FANTASMA NON E' COLPA DEGLI ELBANI
di Maurizio POLI (segretario del Movimento sociale - Fiamma tricolore)

Qualcuno penserà che il Movimento Sociale Fiamma Tricolore interviene "dopo la musica", ma non è così. Non sono intervenuto fino a oggi sulla faccenda del presidente del Parco (non mi va di farne il nome come ebbe modo di dire dopo l'ultima giornata di campionato l'allenatore del Napoli Mazzarri intervistato su Mourinho) solamente perchè quanto lo stesso aveva espresso sull'Elba e sugli elbani mi aveva lasciato senza parole. Poi ho cercato di spiegarmi il perchè di tanto accanimento offensivo nei nostri confronti e ho pensato che lui, con il suo Parco, così come lo è Guerrieri, con la sua Autorità Portuale di Piombino, è solo un anello della catena progettuale di discriminazione verso l'Elba (a beneficio della costa livornese) messo in atto dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Livorno come da anni vado ormai inutilmente denunciando.
Un Presidente di un Parco Nazionale non può permettersi di essere arrogante al punto di offendere gli elbani definendoli speculatori e sfruttatori degli ospiti e del territorio, paragonandoli a messicani che dormono su un'amaca tirata tra due alberi o invitandoli a scambiarsi il terrirorio con il popolo slavo del Montenegro che viene presentato più civile di quello elbano. Questo è un grave danno di immagine per la nostra isola e per tutto l'Arcipelago, ma questo è il progetto di cui parlavo prima e che i dati turistici registrati negli ultimi anni possono solo confermare. Egregio presidente, l'elbano non è affatto quell'ignorante da far crescere culturalmente come lei in modo dispregiativo lo ha definito. E' lei che "ignora" (nel senso che non conosce, per chiarire) il territorio e che vi abita. E' lei che in questi 5 anni di presidenza part-time ( ma aveva altre cose più importanti e più redditizie da fare e lo comprendiamo) non è stato capace di avere l'umiltà (sa cosa significa?) per integrarsi con noi elbani e non ha mai fatto in modo di farci avvicinare ad un Parco calato dall'alto e quindi piuttosto indigesto alla popolazione. Anche l'Università di Padova aveva avuto modo di denunciare il mese scorso che 9 elbani su 10 erano contrari ad un Parco con troppi vincoli e nessun beneficio, affermando tra l'altro che "se questo Parco non tutela soprattutto le popolazioni e le loro attività ha inesorabilmente fallito il suo scopo". Una denuncia fatta cadere nel vuoto dal presidente di questo Parco fantasma che, anzi, ha trovato tempo e modo per rivoltare questo fallimento su di noi elbani. C'è veramente da che essere indignati! Lui accusa noi di essere ignoranti e in malafede quando proprio lui per questo Parco non ha fatto assolutamente nulla deludendo anche i suoi "compagni " del Pd che lo avevano sostenuto a gran voce e che oggi ne chiedono le dimissioni. Cosa ha fatto il Presidente con il suo Parco in questi 5 anni per questo territorio? Non solo non lo ha saputo promuovere e valorizzare (leggi trasporti, sanità, rifiuti, turismo), ma non è stato in grado nemmeno di difenderlo (leggi tralicci, occupazione, stagionalità, ungolati), facendo sì che in noi elbani si facesse più viva l'idea della dannosità di questo Parco considerato inutile, ricco solo di divieti. Per non parlare di Pianosa, ormai abbandonata a se stessa senza una minima idea di sviluppo. Il presidente minaccia di incatenarsi sul porto dell'isola del diavolo! Beh, lo faccia. Noi elbani siamo disponibili a portargli il di che mangiare una volta al giorno (se il mare è calmo e perchè di più non si può per ferree disposizioni ricevute dall'Ente Parco), ma, da poveri ignoranti incapaci anche di aprire un lucchetto, non saremo in grado di liberarlo (caso mai gli mandiamo qualcuno dal Montenegro). Almeno Pianosa avrà un abitante fisso. Quindi, se non vuole restare incatenato ad una realtà che non è la sua, il presidente è gentilmente e vivacemente pregato di togliere il disturbo, senza altre deliranti ed offensive affermazioni sull'Elba e sugli elbani; tanto che se ne fa di 1450 euro al mese, che non è altro che la paga di un semplice impiegato esecutivo medio senza prospettiva di carriera?


Dove Va la Fiamma Tricolore
di Maurizio Poli

Il nostro Segretario nazionale Luca Romagnoli aveva chiesto alla candidata alla presidenza della Regione Lazio ( poi eletta ) , Renata Polverini, un apparentamento che gli era stato negato.
Dopo il successo nelle regionali pare che tutto sia cambiato.
Infatti, agli occhi dei veritici del PdL, Romagnoli ( o meglio sarebbe dire la Fiamma Tricolore ) ha avuto il merito di aver portato i nostri voti nel Lazio alla Polverini risultando decisivo nella vittoria di quest'ultima contro la candidata del centrosinistra Emma Bonino.
Sembra sia stato apprezzato dal maggior partito italiano sopratutto il gesto di Romagnoli che, come sempre senza chiedere niente in cambio, aveva rinunciato a presentare una propria lista che avrebbe potuto spostare quell' 1% a sfavore dell'attuale Governatrice del Lazio, facendole perdere le elezioni.
Evidentemente in politica i favori non si dimenticano!
Ed ecco così che si viene a sapere dalla stampa di un progetto ( sembra già delineato prima del voto ....) che prevede la fusione tra il Movimento per l'Italia di Daniela Santanchè ed il nostro partito. Il simbolo grafico del MpI ingloberà al suo interno quello della Fiamma Tricolore.
Considerato che attualmente la Santanchè riveste l'incarico di sottosegretario nel governo Berlusconi, non posso fare a meno di pensare che questa fusione prepari, senza clamori, l'ingresso del nostro partito a pieno titolo nel PdL, per rappresentare l'ultradestra all'interno di esso.
Ritengo che il nostro Segretario Nazionale abbia pensato fosse meglio salvare il salvabile mettendosi sotto l'ala protettrice di Berlusconi piuttosto che rimanere duri e puri ma .... quasi inutili visti i numeri delle ultime tornate elettorali.
Ora vorrei conoscere qui il pensiero dei miei iscritti e simpatizzanti:
- ha fatto bene Romagnoli ad effettuare il " colpo del secolo " per sdoganare lui e il partito o era meglio restare pochi ma puri?
- cosa pensate dell'accordo con il movimento della Santanchè?
- era giusto nel Lazio appoggiare la Polverini ( e farla vincere ) quando lei stessa si era sempre rifiutata di accettare a fianco del suo simbolo quello nostro della Fiamma?
Grazie a tutti voi Camerati per il prezioso contributo che vorrete fornirmi.

Maurizio Poli
Segretario Sezione
MOVIMENTO SOCIALE
FIAMMA TRICOLORE
Portoferraio - Elba


CON ROSSI AL 41% L'ELBA HA L'OSPEDALE CHE SI MERITA?
di Maurizio POLI (segretario Fiamma Tricolore)

Non voglio ergermi a giudice. Non ne ho né il titolo, né la volontà. Sono stato due giorni in silenzio perché volevo esaminare con calma e a sangue freddo i risultati elbani di queste ultime elezioni regionali.
Adesso mi sento di poter affermare che quanto avevamo previsto all'interno della Fiamma Tricolore si è puntualmente verificato. No. Non siamo stati profeti della Fiamma. Semplicemente prima del 28 marzo avevamo preso in esame, con estrema serenità visto che il nostro partito non era rappresentato in Toscana, la composizione "politica" delle liste elettorali e ne avevamo tirato le dovute (quanto logiche e scontate) conseguenze. La prima cosa che balza all'occhio è l'alta percentuale di non votanti. Se al 47% degli astensionisti andiamo a sommare un 8% tra schede bianche e nulle, si raggiunge una percentuale "francese di voti validi pari al 45% degli aventi diritto. Dato estremamente significativo e preoccupante, anche se sembra quasi nessuno voglia dare ad esso la risonanza che merita. E meno male che Portoferraio (effetto Marini) e Rio Marina (effetto Bosi), rispettivamente con il 50,58% ed il 58,15% , hanno alzato la media che altrimenti sarebbe stata molto più bassa! Non sorprende nemmeno Marciana con il suo irrisorio 36,82% di votanti, perché, lo avevamo già previsto e denunciato, la presenza di Anna Bulgaresi al 5° posto nel "listino provinciale" (altro specchietto per le allodole, ma gli elbani non lo sono) non dava alcuna possibilità di elezione. Gli elbani infatti, dimenticati e presi in giro dalle segreterie dei partiti, e dalla cecità dei loro dirigenti provinciali e regionali, non intravedendo la possibilità di eleggere un proprio rappresentante nel parlamentino toscano, hanno pensato bene di strasene comodamente a casa o di andare a prendere un pò di sole al mare, consapevoli che, con il loro voto, non avrebbero mai cambiato le carte in tavola che giocatori " bari " avevano già calato. La protesta civica del "non voto" è stata fortissimamente partecipata e dovrebbe preoccupare tutti coloro che sono demandati a far recuperare al cittadino quella fiducia per la politica che oggi ha raggiunto il punto massimo del disinteresse e del disgusto. Non mi voglio dilungare oltre, ma un'ultima nota al voto sull'Elba mi sento in dovere di esporla agli amici elbani che invece sono andati alle urne com'era nel loro sacrosanto diritto. Da anni all'Elba si parla di una sanità allo sfascio, di un ospedale sempre più fatiscente, di accorpamenti di reparti con riduzione dei posti letto, di carenza di personale medico e paramedico. Poi leggo i risultati elettorali e vedo che l'ex-assessore alla sanità toscana, Enrico Rossi, uno, per non dire il principale responsabile della sanità elbana, oggi neo-presidente regionale,ottiene all'Elba il 41,50% delle preferenze, appena un punto sotto il 42,50% ottenuto dalla candidata del Pdl, maggiore partito all'Elba da anni, Monica Faenzi. In particolare a Portoferraio, i miei concittadini hanno premiato l'assessore alla sanità toscana (ed elbana quindi) di questi ultimi 5 anni con un bel 44,29% delle preferenze, bel 11 punti in più della candidata Faenzi. Verrebbe da dire che gli elbani hanno l'ospedale che si meritano, ma non lo dico perché siamo sotto Pasqua e siamo tutti più buoni. A proposito, auguri all'Elba e a tutti gli amici elbani.


COL 5° POSTO DELLA BULGARESI IL PDL CI PRENDE IN GIRO
di Maurizio POLI (Movimento sociale Fiamma Tricolore)

Non vorrei comparire spesso sul vostro giornale (altrimenti faccio concorrenza al Sig.Florio Pacini ed alla Lega), ma certi interventi mi ci tirano per i capelli (anche se non sono ormai molti quelli rimasti ! ) .
Vorrei controbattere all'amico Zingoni (con meno capelli di me .....) , già mio vicino di banco in Consiglio Provinciale per 5 anni dal 1999 al 2004, che non si può esaltare l'Elba per i "risultati memorabili" ottenuti nelle passate elezioni amministrative, per poi dimenticarsene nelle candidature alle prossime elezioni regionali. Si, perchè l'inserimento dell'attuale sindaco di Marciana addirittura al quinto posto nel "listino provinciale", scusatemi tutti, mi sembra proprio una presa in giro per gli elbani.
All'amica Anna Bulgaresi, unica rappresentante elbana del PDL, purtoppo per lei, e me ne dispiace, non viene data neanche la seppur minima possibilità di essere eletta. E questo a causa di una aberrante legge elettorale bipartisan che premia, non i meriti, ma le prime posizioni occupate su liste bloccate predisposte dai partiti, senza concedere all'elettore la possibilità di scelta, privandolo di un sacrosanto diritto.
Se Anna Bulgaressi, come afferma Zingoni, è l'esempio di come il PDL vuole che sia amministrata la cosa pubblica, poteva essere inserita sul secondo gradino del "listino provinciale", magari al posto suo, con ottime possibilità di essere eletta. Nelle designazioni il PDL si è anche dimenticato che l'Elba, negli anni passati, è stata già capace di eleggere un proprio candidato in Consiglio Regionale. Se il potere rosso in Toscana scricchiola e consapevoli che l'isola d'Elba è una macchia bianconera in questa Regione, forse era il caso di darle più considerazione, visto anche che il PD, qui, consapevole di essere perdente in partenza, ha ritenuto opportuno non presentare nel suo listino candidati elbani.
Quando si loda, bisogna anche premiare.

Maurizio Poli
M.S.F.T.
Sez.Portoferraio


ROSSI? NON HA FATTO NIENTE PER LA NOSTRA SANITA'
di Maurizio POLI (Movimento sociale Fiamma Tricolore)
Ieri, su questo giornale, Michele Mazzarri, già noto esponente della sinistra sull'Elba, ha invitato i suoi (e i miei) concittadini elbani ad esprimere domenica prossima un "voto cosciente" a favore di Enrico Rossi candidato della coalizione di sinistra alla Presidenza della Regione Toscana e già assessore alla sanità nella giunta Martini nella appena conclusa legislatura. Mazzarri caldeggia questa candidatura di Rossi in quanto, nella sua qualità di responsabile della sanità regionale in questi ultimi 5 anni ha portato la Toscana al primo posto in Italia per l'eccellenza dei servizi avendo ottenuto positività piena in tutti i 29 indicatori di valutazione indicati dal Ministero Welfare. La Toscana risulta essere una delle 3 Regioni italiane con un bilancio in attivo. Bravo assessore! Ma mi viene il dubbio che Mazzarri, beato lui, non abbia mai avuto bisogno dei servizi dell'Ospedale Civile Elbano (e nemmeno forse ha avuto modo di leggere i commenti non certamente favorevoli che si sono succeduti a ritmo serrato in questi anni sulla sanità elbana). Raggiungere i risultati positivi di bilancio fa audience e porta notorietà ad assessori, presidenti, manager; ma quando questo risultato viene raggiunto a discapito della erogazione di servizi basilari per il cittadino, con tagli di posti letto e posti di lavoro, con la cronica mancanza di personale medico-infermieristico che porta a carichi di lavoro impropri, con interminabili liste di attesa, con carenze infrastrutturali ed inadeguatezza della apparecchiature; in poche parole quando il successo si raggiunge a discapito dell'ammalato, credo proprio non vi sia da gioire, credo proprio non sia un successo di cui esultare, anzi.
Se la sanità toscana, e chi ne era a capo, la dobbiamo giudicare da quanto succede all' Ospedale di Portoferraio, non possiamo concordare con chi ha sancito la stessa al primo posto in Italia stilando la classifica secondo l'eccellenza dei sevizi, l'assistenza ospedaliera, le cure prestate, la prevenzione e gli altri parametri totalmente assenti sull'Elba. Il candidato Enrico Rossi, tanto decantato dal Mazzarri (ma siamo in campagna elettorale ed è da comprendere), addirittura nell'ormai lontano agosto 2008 sosteneva che per la sanità elbana era "necessario fare meglio"; promulgava un "Progetto Elba" di cui ancora oggi gli elbani ne disconoscono il contenuto; "L'obiettivo è la qualità" - affermava Rossi - "Dobbiamo garantire agli elbani tutti i servizi possibili" (sic!). Anche il suo collega di partito, nonchè Sindaco di Portoferraio, nello stesso periodo, condividendo e sostenendo un ipotetico "Patto Elba", ebbe a raccontarci la storiella che l'assessore Rossi aveva capito i problemi del nostro territorio e che voleva il potenziamento di tutti i servizi ospedalieri a Portoferraio. "Rossi" - sosteneva Peria - "vuole un potenziamento dell'emergenza urgenza, vuole puntare con forza sul pronto soccorso e su questo è disposto anche ad investire con più personale " (n.d.r. - oggi al pronto soccorso operano solo 7 infermieri costretti a fare turni impossibili per coprirli tutti). Non c'è bisogno di altri commenti, come stanno oggi le cose è sotto gli occhi di tutti gli elbani. L'ASL 6 ha dimostrato con anni di disservizi, con tagli di personale e posti letto, con accorpamenti di reparti, con servizi inesistenti (es.oculistica) o carenti (es.cardiologia), con tempi di attesa da terzo mondo durante i quali un cittadino fa in tempo anche a morire, con distretti socio sanitari promessi ma mai realizzati, la sua scarsa attenzione alla salute dei cittadini elbani. Ed a noi viene oggi chiesto di dare il voto a chi è uno degli artefici, se non il principale, di tutto questo? Io non faccio campagna elettorale perchè il partito che mi onoro di rappresentare sul territorio non ha candidati in Toscana (e credo pure che domenica prossima resterò in pigiama e pantofole), ma non posso plaudire alla sanità di questa Regione (ed in particolar modo di come è stata e viene gestita qui sull'Elba), credo invece esso sia un sistema sanitario che va cambiato e, sopratutto, reso più alla portata del cittadino, in parole povere un sistema che, magari con un bilancio meno positivo, sia più umanizzato e meno burocratico e tenga in particolar conto la insularità di questo territorio ed i disagi che creano per noi isolani gli spostamenti "sul continente".


Maurizio Poli
M.S.F.T.
Sezione di Portoferraio

Comunicato Stampa 23.03.2010

Ho avuto modo di leggere oggi sulla stampa che è stata confermata dal Comitato Portuale di Piombino l'assegnazione degli slot a suo tempo già decisi dall'Autorità Portuale (dell'Elba e) di Piombino.
Sono costretto però a notare che il provvedimento oggi assunto non ha avuto il benestare nè da parte del Presidente della Camera di Commercio di Livorno nè da parte dei Sindacati.
Mi viene allora alla mente che anche la delibera del Comitato Portuale recante la data del 12 febbraio scorso, dove fu formalizzato un avvio di procedimento negativo nei confronti di Blue Navy e Corsica Ferries, fu assunta con il voto contrario sempre del Presidente della Camera di Commercio di Livorno Roberto Nardi.
Alla luce di questa sua nuova non condivisione dell'operato della A.P. (E) .P., per una ragione di correttezza e di trasparenza, ritengo sarebbe opportuno, quanto interessante e necessario, che i cittadini elbani fossero portati a conoscenza delle motivazioni di questo voto contrario, visto che non sono mai state rese pubbliche.
Credo un chiarimento si renda utile in proposito per allontanare ombre che potrebbero addensarsi sul cielo di una vicenda già così complessa e per renderne i contorni più cristallini.
Maurizio Poli
Sezione Elba
M.S.F.T.


Il II° Congresso Provinciale del MOVIMENTO SOCIALE FIAMMA TRICOLORE
, tenutosi a Portoferraio sabato 20 marzo, sotto la presidenza del Segretario Nazionale Luca Romagnoli ed alla presenza del coordinatore regionale Bruno Buti, ha espresso i seguenti mandati :
- Segretario provinciale Federazione Elba-Livorno Fabrizio Testi;
- Segretario Sezione Elba Maurizio Poli;
- membri Commissione accettazione e vigilanza Riccardo Galletti, Antonio Masia e Mirto Leonelli.

In merito alle prossime elezioni regionali in Toscana, dove il partito non sarà presente con propri candidati, la Segreteria, pur propendendo per l'astensionismo che, se elevato, potrebbe servire a risvegliare quei valori politici oggi totalmente assenti tanto nella maggioranza che nell'opposizione, lascia ai propri iscritti l'alternativa, oltre alla già richiamata astensione, tra la protesta mediante la presenza al seggio con verbalizzazione della rinuncia a ritirare la scheda elettorale o il voto che possa con certezza far eleggere candidati veramente interessati al futuro dell'Isola d'Elba ed alla risoluzione dei suoi problemi che tutti ormai ben conosciamo. Purtroppo siamo anche consapevoli che in Toscana, dopo queste elezioni amministrative, non cambierà nulla e la nostra bella e ridente isola continuerà ad essere la Cenerentola figliastra della Regione.

Maurizio Poli
M.S.F.T.
Sezione di Portoferraio


Congresso Federale Sabato 20 Marzo p.v. presso la sala consiliare del Comune di Portoferraio
Orario 15.30 - 19.00
Sarà presente il segretario nazionale On. Luca Romagnoli

Regolamento per il congresso del 20 Marzo
[Pagina1 PDF] [Pagina 2 PDF]



BLOCCHI: COPERTURA SCOMPARSA, POLVERI DISPERSE
di Maurizio POLI (Movimento sociale Fiamma tricolore)
Mercoledì 10 Febbraio 2010


E' risultata lettera morta, ma non mi meraviglio visto l'andazzo di questi anni, il mio invito all'Amministrazione comunale a voler far ripristinare quanto prima la copertura dei blocchi siti sull'area del cantiere ESAOM. A questo punto mi preme qui ricordare che:
- in data 27 luglio 2008 l'ufficio tecnico del Comune di Portoferraio, a seguito si sopralluogo effettuato in data 15 luglio sul sito da bonificare insieme a ASL e ARPAT, prescriveva in modo vincolante, che ESAOM provvedesse alla copertura dei blocchi onde evitare il " RISCHIO DI POSSIBILE DISPERSIONE DI POLVERI NELL'ARIA";
- a due mesi di distanza, constatato che la richiesta era rimasta inascoltata, lo stesso ufficio tecnico ORDINAVA a ESAOM di eseguire entro 20 giorni le disposizioni contenute nella prescrizione del 27 luglio, fino ad allora disattese, e di presentare entro il 18 ottobre 2008 il progetto di bonifica definitiva (e di ciò non abbiamo mai avuto notizia se è stato effettuato o meno);
- a fine ottobre 2008 ESAOM completava (anche se non totalmente) l'operazione di copertura dei blocchi con teli, credo plastificati, di colore bianco;
- il 25 marzo 2009 denunciavo che a causa delle intemperie buona parte della copertura era stata lacerata o era volata via;
- la mia segnalazione, a distanza di quasi un anno, non è stata presa in considerazione e nei mesi successivi la situazione è peggiorata fino a che, dai primi giorni di gennaio del corrente anno, la copertura applicata nell'ottobre 2008 è quasi totalmente scomparsa. L'Amministrazione e/o l'ESAOM hanno intenzione di ripristinare lo stato di fatto a ottobre 2008 oppure dobbiamo tutti rischiare per una "possibile dispersione di polveri nell'aria"? Pericolo segnalato dalla stessa Amministrazione di concerto con ASL e ARPAT nella prescrizione sopra richiamata e non dal sottoscritto seppure già tacciato più volte di divulgare inutile allarmismo.

PIAZZA PIETRI, MA LE MACCHINE DOVE LE METTIAMO?
di Maurizio POLI (Movimento sociale - Fiamma Tricolore Portoferraio)
venerdì 5 febbraio 2010

Ho letto con notevole preoccupazione il progetto che l'amministrazione comunale di Portoferraio ha in mente per piazza Pietri sotto il titolo roboante della " riqualificazione del centro della città nuova".L'iniziativa mi trova d'accordo sulla ristrutturazione dell'ex cinema Pietri da destinare ad una sala cinematografica finalmente decente di cui la città sente la necessità, a nuova sede del Tribunale e ad uffici. Mi aspettavo però che si parlasse anche di un progetto di nuovi parcheggi in zona vista la presenza di un cinema da circa 400 posti, di un tribunale e di diversi nuovi residenti, nuovi uffici e attività commerciali oltre ai già esistenti supermercato e banca. Invece niente di tutto questo! Al contrario si tolgono anche i parcheggi liberi per quasi cento auto oggi esistenti in piazza Pietri! Addirittura si pensa di costruire, fronte via Manganaro, un nuovo edificio destinato ad attività commerciali al piano terra e residenziale ai piani superiori. Come se ciò non bastasse, fra l'ex-cinema Pietri ed il nuovo edificio si progetta una nuova PIAZZA INTERAMENTE PEDONALE!. Ma le auto che oggi stazionano in piazza Pietri, e quelle che verranno con i nuovi insediamenti previsti, dove pensa il Comune di farle parcheggiare? Come possiamo smentire l'architetto Parigi quando afferma che "questo progetto ridarà una nuova immagine alla zona"? Il problema è che questa nuova immagine può essere solo peggiorativa di quella attuale. Quando si autorizzano nuovi palazzi e nuove attività commerciali sarebbe normale e parrebbe logico prevedere anche nuovi spazi di sosta e non togliere quelli esistenti! Ma in che mondo viviamo?

LAVORO OCCASIONALE, UN'OPPORTUNITA' PER I COMUNI
di Maurizio POLI
giovedì 4 febbraio 2010

La Legge 23.12.2009 n° 191 (Finanziaria 2010) ha esteso il campo di utilizzo del "lavoro occasionale di tipo accessorio", previsto dal Decreto legislativo n° 276 del 10.09.2003 (conosciuto come Legge Biagi), agli enti locali. Questi ultimio possono avvalersi del lavoro accessorio per qualsiasi attività avvalendosi di soggetti;
- pensionati;
- giovani iscritti ad un ciclo di studi presso l'Università;
- studenti con meno di 25 anni regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso un Istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado (questi soggetti però potranno svolgere attività lavorativa solo nelle giornate di sabato e domenica e nei periodi di vacanza). Gli enti locali possono attivare dal primo gennaio 2010, così come previsto al comma 148 - lettera a - , il lavoro accessorio anche per svolgere attività di GIARDINAGGIO, PULIZIA E MANUTENZIONE DI EDIFICI, STRADE, PARCHI E MONUMENTI (e tutto ciò mi sembra estremamente interessante per dare un maggiore decoro alla città, oltre ad ottenere un notevole risparmio sulla spesa di denaro pubblico), per manifestazioni sportive, culturali, fieristiche. Ricordo che nel lavoro accessorio occasionale non è previsto un minimo salariale, bensì i compensi vengono stabiliti di volta in volta tra le parti. Tali compensi sono esenti da imposizione fiscale e non vanno dichiarati nel calcolo degli indicatori delle situazioni economiche (ISE e ISEE), con vantaggi ragguardevoli per il prestatore.Come si può notare, l'istituto in questione risulta essere particolarmente interessante anche perchè va a comportare una riduzione dei costi per l'Amministrazione tenuto conto che: il compenso discende dalla libera pattuizione delle parti, vi è un notevole risparmio contributivo, non c'è alcuna forma scritta di contratto, non c'è alcuna comunicazione da effettuare al Centro per l'impiego, non c'è da effettuare alcuna scritturazione sul libro unico del lavoro, non c'è obbligo di elaborare alcun prospetto paga, nè di presentare denuncia agli Istituti, nè di effettuare versamenti contributivi o d'imposta. Cosa ne pensa la nostra Amministrazione su tale tipo di possibilità che le viene offerta? E' il caso di prenderla in considerazione? Magari davanti alle scuole, all'uscita degli alunni, anzichè i vigili urbani che potrebbero essere usati a miglior causa, potremmo vedere dei pensionati (nonni vigili) che si sentirebbero utili e sarebbero felici di arrotondare una pensione che spesso non li fa arrivare nemmeno a fine mese.


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